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October 03 Efferatezza (un racconto noir di Gionatan)Efferatezza
Era lì. Immerso in una pozza di sangue, pelato e con gli occhi aperti al pericolo. Un buco alla tempia destra lo distingueva dalla gente comune. E l’albino lo sapeva, provandone eccitamento; il fluido rosso era arrivato ad imbrattare la punta dei suoi mocassini nuovi. L’albino abbassò lo sguardo e sorrise; ma non indietreggiò, anzi sembrava provarci gusto mentre la vita scorreva sotto le sue suole.
Guardò ancora per qualche istante la sua opera d’arte sul pavimento della casa, poi voltò le spalle e uscì.
Non era ancora buio a San Marino e l’albino ne approfittò e l’albino ne approfittò per andare da Esmeralda. Esmeralda batteva i marciapiedi di quello stato da ormai un paio d’anni; il suo nuovo nome le piaceva e provava ancora più gusto quando i clienti la chiamavano così. Ma l’albino la chiamava a suo modo, “puttana Esmeralda”; a lei andava bene, perché quell’uomo le piaceva e avrebbe fatto tanto per lui. Non sapeva chi fosse, né cosa facesse. Lui le aveva detto di stare lì per un breve soggiorno di lavoro.
“Puttana Esmeralda” aveva imparato con gli anni a scorgere la verità e la sincerità negli occhi dei suoi uomini; ma non riusciva ad oltrepassare il grigiore delle pupille del suo cliente preferito. Ogni volta, anche durante un rapporto, quando i suoi occhi incrociavano quelli freddi dell’uomo, lei finiva per abbassarli non resistendo all’agghiacciante sguardo dell’albino.
Un altro sparo. Un uomo indietreggiò e fissò il suo esecutore. Cadde all’indietro. Un buco in fronte. L’albino lo guardò. Non sorrise, sembrava insoddisfatto. Riprese la sua semiautomatica e sparò più volte al viso della vittima. Un ghigno scolpì il suo viso. Il sangue coprì il terreno.
L’assassino tornò sui suoi passi; si accese una Philips Morris e i pensieri lo avvolsero. Pensò a come fosse stato da novelli a Nuova Delhi il suo primo morto. Un semplice sparo al petto. I suoi occhi si erano allontanati troppo in fretta dalla sua prima opera, forse per rimorso di coscienza o forse per la voglia di un caffè. L’albino ne beveva più di sei al giorno, amari e bollenti.
Quella sera non andò da Esmeralda; pioveva a dirotto e ritornò all’albergo dove alloggiava.
II giorno dopo il quotidiano con in prima pagina la cronaca dell’uccisione di un uomo era tra le sue mani. UCCISO CON BARBARIE DA UN ASSASSINO DILETTANTE, diceva il tiolo. Si sbagliava, era lo sfogo di un professionista. Questa notizia adirò l’albino dentro di sé; mettere così in berlina le sue doti era troppo. Quella gente non capiva nulla, diceva tra sé e sé.
Con grettezza arrivò a casa di Puttana Esmeralda, che le aprì con la solita grazia di sempre. La donna vide subito la maschera dell’uomo più cupa del solito. “Cos’hai?”- gli chiese con voce sommessa; provava un certo timore per il misterioso personaggio. “Niente”- disse l’albino, secco, senza nemmeno guardarla in faccia.
Si sedette nella poltrona del soggiorno, con la testa rivolta a terra e le mani incrociate, senza espressione. Esmeralda, non sapendo cosa fare non osò chiedere spiegazioni e continuò le faccende di casa. Le ore passavano e l’albino non si mosse dalla sua posizione; Esmeralda, che non aveva pronunciato parola, era sempre più tesa.
Arrivò la sera. L’uomo si alzò dalla poltrona e andò in cucina dove la donna stava preparando da mangiare. La prese per un braccio e la voltò verso di lui. La donna vide il fuoco dei fornelli negli occhi dell’uomo. Lui la spogliò con flemma, senza una parola; la donna era rigida e impaurita da quell’essere senza espressione. I vestiti scivolarono nel freddo pavimento. La femmina fu portata in camera da letto, e lì l’albino cominciò a baciarla. Baci passionali ed occhi che non dicevano nulla quelli del killer. Esmeralda, tesa inizio, dopo qualche minuto si lasciò andare a quell’esplosione di passioni. Baci e carezze come mai l’albino aveva fatto; poi fecero l’amore.
Minuti caldi ed intensi, ma gli occhi grigi non incrociavano mai quelli azzurri della donna.
Esmeralda, eccitata e contenta per quel misterioso uomo che mai così aveva reagito con lei. Forse provava qualcosa per lei? E magari, avrebbe saputo la verità sul suo conto.
Questo pensava la donna in quei momenti emozionali. L’uomo, invece, sembrava si fosse svegliato da un coma. Passarono alcuni minuti e il killer si sfogò; respirando in maniera discontinua posò la tempia sinistra sul collo caldo di lei. Un mezzo sorriso si notò sulle labbra della donna e una mano accarezzò i capelli grigi del maschio. Istanti di estasi e silenzio. Animazioni e respiri soffocati; improvvisamente, l’uomo si alzò e indietreggiò bruscamente dalla donna. Sudato, ansimò sempre più forte e i suoi occhi fissarono Esmeralda; la poveretta restò paralizzata dalla paura; il suo viso dettò incertezza verso il modo di reagire del killer. Forse ebbe il tempo di formulare qualche pensiero, forse no. Un colpo le traforò la fronte calda. Una lacrima involontaria scese dagli occhi struccati, fredda; la mano sudaticcia penzolava verso il pavimento.
Venne sera e tutt’intorno si oscurò. Solo gli occhi dell’albino si videro; fissavano il letto impregnato di rosso, ma rosso non era perché il buio della sera lo faceva trasparire come un sottile velo nero posto sotto il corpo esile della donna. Strati di nero colavano sul pavimento, dolcemente. Il volto della donna si oscurò a poco a poco fino a lasciare intravedere la bocca aperta, forse dal terrore o forse da un ultima parola scemata con la morte. Esmeralda era nera, come l’anima del suo uomo. La porta della camera sbatté, chiudendosi. Una figura sinistra uscì dalla casa della puttana.
Fuori, il vento si faceva sentire; il cielo non preannunciava nulla di buono, difatti qualche lampo si accese e i tuoni non tardarono a manifestare i loro inquietanti rumori. Di lì a poco scoppiò un violento temporale. La pioggia sbatteva contro l’impermeabile dell’anima che vagava sola nel buio della notte e i lampi ne illuminavano gli zigomi incolore. Sembrava vagasse senza meta. Il vento si fece più forte e la pioggia venne tutta controcorrente all’uomo; chiuse gli occhi il dannato e si riposò il mento sotto il colletto del suo cappotto. Sbandò più volte a causa della forte folata; ormai non aveva più visuale davanti a sé, il buio si era fatto pesto.
Sbatté per l’ennesima volta contro il muro di una casa e, cercando di avanzare inciampò e cadde sull’asfalto di pietra. Aprì gli occhi, zuppo d’acqua, e si guardò; sembrava non si fosse fatto nulla a parte il dolore causato dall’impatto col terreno, ma quando si mise la mano destra vicino al viso per sistemarsi il colletto, avvertì una sensazione di fresco che le attraversava tutto il palmo.
Si guardò la mano; un profondo taglio in diagonale da cui fuoriusciva nero su nero. Abbassando gli occhi alla sua sinistra, vide l’orlo tagliente di una canaletta. Il sangue aveva imbrattato ormai tutto l’avambraccio. Osservò la mano senza pronunciare parola, serio. Poi, scoppiò in una fragorosa risata. Tremante dal riso, con la sinistra prese il calcio della pistola all’interno dell’impermeabile. Un lampo illuminò di bianco la figura in mezzo alla via. Uno scoppio sotto il mento; poi, barcollante, cadde in avanti. La luce dei cieli sparì, si aggiunse un tuono. Acqua e buio. Un velo nero si formò sul terreno bagnato.
September 24 BURN AFTER READING dei Coen OOh... lasciate stare l'orrido titolo italiano A PROVA DI SPIA! L'ultimo film dei registi de IL GRANDE LEBOWSKY e di NON E' UN PAESE PER VECCHI è esilarante!! Per chi ama l'humor nero è il giusto film di Settembre 2008! una scoppiettante sequela di storie a dir poco allucinante... Spie, ricatti, cadaveri e tradimenti anelano questa pellicola che fà arrivare al finale che si è senza fiato corporeo... Attori: un Brad Pitt irresistibile, un Clooney ambiguo e un Malkovic completamente "schizzato"! Se avete fratelli o sorelle minori turbateli degnamente con questo film fatto apposta per loro! Sarei tentato di darvi lo Spoiler del movie ma voglio farvi godere la faccia sconcertata dei familiari che porterete! Andatelo a vedere... i Coen meritano.... Poi ditemi se il regalo "estremo" di Clooney è piaciuto anche a voi... September 21 Pane croccante di segale integrale con sesamo, lo snack prodigioso! Contiene generalmente 10% di sesamo e sale. Da conservare in luogo fresco e asciutto.Quello importato dalla Germania è Favoloso. La riscoperta di uno snack sano e nutriente! qualche giorno fà aprì lo stipetto della mia cucina e con mia grande sorpresa vidi un pacchetto di "Sesame" di germanica produzione... aprendo questi, notai la forma "a cracker" di questo prodotto dal colorito dorato tendente all'olivastro. Lo assaggiai e rimasi basito. Il suo sapore a metà fra il dolce e il salato da quel giorno mi conquistò e la sua friabile croccantezza è mia degna compagna di pranzi mernde e cene, perfino colazioni (lo trovo cosi buono addirrittura accompagnato al caffè!). Lo si sgranocchia volentieri sopratutto nelle serate "Film" con gli amici, accompagnato da un bicchierino di vinello bianco. La classica versione senza niente sopra ve la consiglio la mattina... Se nò c'è da sbizzarrirsi... Con fette di salame piccante e formaggio duro o molle per merenda... Con pomodoro e lattuga per cena o pranzo... Con marmellata o nutella per dessert o colazioni abbondanti... Piccolo consiglio, la sera davanti ad un movie... un horror o thriller sopratutto... non esitate a mettere senape. Aggiungerà un tocco piccante che non guasta! La riscoperta delle piccole cose... Eh? September 20 UN ANELLO TRA LE CENERI
Le urla del vento appena sorto Accompagnano il mesto tramonto Che colora ancora per un istante quel vasto campo di girasoli E quel solco caldo e profondo in mezzo; E lì sotto nel fondo buio e orrendo Semicoperto dalla cenere ancora calda e fumante Giace un anello Grezzo e consumato Ma qualche momento fa aveva un immenso valore Perché rappresentava una vita. Un ragazzo che stava scoprendo il mondo, Un padre di famiglia, Un vecchio ormai in pensione O una madre con il suo bambino in fasce Che la canna fredda di un fucile ha mutato per sempre il suo destino. Chissà chi possedeva quell’anello…. E ora ne rimane solo un ricordo offuscato, Un corpo volante, che segue il vento che dolce lo accompagna Cenere. Cenere nel grigio cielo polacco. Il vento è il suo ultimo viaggio.. E a poco a poco cade di qua e di là… Dolcemente Sopra il cofano di un’auto Nei bordi di un binario arrugginito E ai piedi di un cartello la cui scritta è “Auschwitz”. Ora il fosso è vuoto, il vento ha compiuto la sua ultima fatica L’anello è in fondo E in fondo resterà per sempre Coperto da altri corpi strazianti, vittime di un destino inesorabile Coperto come la verità. E di quel luogo in ricordo ne rimane l’amara vergogna della crudeltà umana; La
vergogna.solo vergogna.
September 14 "L'inverno dello straniero" , il mio primo noir Una bella notizia per chi legge i noir o ne è un appassionato... ho finito di scrivere il mio primo noir in questa calda estate... Un soggetto partorito l'anno scorso e a poco a poco sviluppato su carta bianca... e tra l'inchiostro e la lampadina calda di intense serate passate in camera dopo un anno ho terminato questa storia. Una storia a forti tinte rosse, un noir alienante condito da una dose di thrilling e momenti un pò truculenti.Il tutto ambientato nelle montagne Valdostane innevate e solitarie.Un personaggio ambiguo e un enorme mistero coperto sotto la gelida neve di un inverno inesorabile...una situazione che scivola di mano e vecchi conti in sospeso che ritornano con veemenza a galla... Vi ho fatto venire l'acquolina in bocca? spero di si... adesso è solo da finire di trascrivere e proporlo agli editori, il passo è breve ma difficile nell'ampio mondo letterario di oggi. Al limite penso di autoprodurlo se le strade saranno sbarrate...Voi restate "in linea" vi terrò comunque aggiornati dei prossimi eventi... commentate pure, anzi se avete domande sono pronto a rispondere... e per chi ne volesse sapere di più mi scriva a : predatore@live.it Predatore a vostro servizio! LA PAROLA ALLA DIFESA...
Classici e moderni
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